Recuperare dati dalle memorie digitali

La nostra memoria è affidata ai sistemi digitali che non sempre sono affidabili. Per sistemi digitali intendiamo tutti quei supporti in grado di memorizzare dati: chiavette Usb, hard disk, schedine Sd, SSD, Dvd. Immagazziniamo migliaia di Giga che possono contenere video, foto, mp3, ma anche importanti documenti d’azienda o di lavoro. Se un supporto del genere dovesse smettere di funzionare sarebbe un bel problema anche perchè spesso questi device non avvertono prima di rompersi.

La perdita di dati accidentale coinvolge molti professionisti, è per questo motivo che sono nate aziende che consentono il recupero dati da un hard disk rotto. Tali strutture sono in grado di “resuscitare” hd morti per sempre, server o Raid, ma anche cellulari o chiavette apparentemente inservibili. Le apparecchiature ad alta tecnologia di cui sono dotati permettono di aprire in un ambiente protetto i dispositivi ed estrarre tutti i dati compromessi ricostruendo indici e struttura.

Come funziona una procedura di recupero dati, cosa si riesce a salvare e che costi ha? Sono tutte domande legittime, cercheremo qui di seguito di fare luce su questi aspetti.

La sfida piú dura al momento è quella alle SSD. Queste nuove memorie a stato solido stanno soppiantando i vecchi hd perchè piú veloci, leggere e senza parti mobili che si usurano. Gli esperti di recovery data devono essere al passo con questa tecnologia che prevedere l’installazione di nuovi firmware, l’adozione di algoritmi di ECC di ultima generazione affiancata all’ uso di processo di wear leveling. Sono cose tecniche che indicano l’altissima tecnologia che sta dietro ad un intervento di recupero dati. E’ vero che le SSD si rompono di meno, ma quando ciò avviene il recupero è un’operazione molto dura.

Si parte ricostruendo daccapo l’algoritmo che è alla base della distribuzione dei dati dalla SSD, quindi si salva l’immagine tramite la tabella di allocazione dei file. Va individuato quello che è il settore 0 da cui partire per la ricostruzione, utile per riconoscere il Master Boot Records . Una volta che è avvenuto si inizia quella che è definita la mappatura fisica dei dati.

Gli hd sono apparecchi molto delicati, aprirne uno non è cosa facile se pensiamo che anche un granellino di polvere potrebbe compromettere per sempre il suo funzionamento. Si lavora quindi in un ambiente sterile, una sala operatoria digitale per estrarre testine e piatti danneggiati che hanno bisogno di essere sostituiti.

Il prezzo quindi di un’operazione di recovery data dipende quindi dal dispositivo da lavorare, dalla tecnologia che si impiega e dal livello di danneggiamento. Potrebbe essere la sola parte elettronica a non rispondere piú ai comandi oppure quella fisica, dove sono presenti i preziosi dati da trattare, spesso da lavorare file per file.

Le cose si complicano ancor di piú quando si ha a che fare con dati protetti con tecniche di crittografia. Bisogna ricostruire la chiave di decodifica. E’ auspicabile la creazione di un centro dati internazionale che conservi le chiavi messe a disposizione ai centri di recovery data autorizzati, una sorta di riconoscimento per coloro che lavorano in un settore di alta tecnologia sempre piú importante.

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