Perchè bisogna eliminare quanto prima l’amianto che abbiamo in casa

L’amianto è un nemico mortale invisibile. A diciannove anni dal divieto di estrazione e utilizzazione di questo materiale, sono ancora poche le persone che provvedono a bonificare le loro case, mettendo in pericolo la loro salute e quella della collettività.

Purtroppo la percentuale di edifici che ancora contengono amianto è consistente, specie nel Sud Italia, e centinaia di persone muoiono ogni anno per esposizione inconsapevole a questo materiale letale.

Cos’è l’amianto?

L’amianto è un minerale con struttura fibrosa che ha la proprietà di legarsi facilmente al cemento e ad altri materiali da costruzione, è molto duttile e viene ridotto in fibre sottilissime (si calcola che una singola fibra d’amianto sia 1300 volte più sottile di un capello).

Le sue proprietà isolanti e ignifughe e la sua resistenza lo hanno reso molto popolare nell’edilizia e nella costruzione di diversi manufatti.

Nel 1992 la legge 257 ne ha vietato l’utilizzo in seguito alla scoperta del suo altissimo potenziale cancerogeno. Tuttavia il problema è ben lontano dall’essere risolto, dato che solo una bassa percentuale degli edifici contenenti amianto vengono bonificati.

Costruzioni in amianto continuano ad esistere ovunque, spesso in cattive condizioni strutturali che ne facilitano la dispersione nell’ambiente. Il pericolo non viene percepito come reale e immediato, e nonostante in molti ne siano a conoscenza, alcuni scelgono di non considerare i rischi. Questo atteggiamento mette in pericolo la comunità intera, dato che un edificio con copertura in pannelli d’amianto è fonte di inquinamento che colpisce chiunque viva o lavori lì accanto.

Liberarsi dell’amianto

É necessario liberarci quanto prima possiamo dell’amianto che abbiamo in casa perché è letale e il rischio non deve essere preso sottogamba. La bonifica degli edifici è incoraggiata da incentivi statali, operata da aziende altamente specializzate, come MBA Ambiente, ed è assolutamente necessaria, improrogabile e da non trascurare: ricordiamo che un edificio che contenga amianto è una vera a propria bomba ad orologeria.

La pericolosità dell’amianto

L’amianto usurato e quindi friabile va incontro a disgregazione molecolare, liberando particelle cancerogene inalabili. Il loro effetto è talmente potente che non esistono, secondo la scienza, dosi minime di amianto entro le quali ci si possa ritenere al sicuro. Le gravissime conseguenze dell’esposizione all’amianto si manifestano a lungo termine, anche a distanza di quarant’anni dal contatto, e il picco delle morti silenziose è previsto, secondo i calcoli dei ricercatori, per il 2023 circa.

Le patologie killer che si contraggono attraverso l’esposizione all’amianto sono l’asbestosi, gravissima malattia ai polmoni, e il mesotelioma, tumore alla membrana esterna del polmone. Il periodo di latenza delle malattie collegate all’amianto è sorprendentemente lungo e può protrarsi per decine d’anni. L’amianto una volta inalato si deposita nei polmoni per sempre, e può dare luogo ad una serie di altre patologie collaterali come la pancitopenia, un drastico calo di tutte le cellule che compongono il sangue, alopecia, astenia, problemi respiratori ed una qualità di vita molto povera fino allo scoppiare della malattia tumorale vera a propria.

Dove troviamo l’amianto?

Il nome commerciale del più famoso composto edilizio a base d’amianto è la famigerata Eternit. Questo rivestimento in pannelli ideato per i tetti dei capannoni è diffuso sia nei vecchi complessi industriali di città che come copertura per i pollai di campagna.

La sua diffusione in Italia è stata rapida e non ha risparmiato nessun tipo di costruzione. Serbatoi per l’acqua, tubazioni, canne fumarie, tetti, coperture, controsoffitti, ma anche intonaci, sono stati realizzati ovunque usando fibre d’amianto.

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