Breve storia del gioco dei tarocchi

La lingua italiana presenta molti vocaboli sintatticamente simili ma con significati diversi, i sinonimi. Tra questi rientra anche il vocabolo Tarocchi, che va interpretato in base al contesto in cui lo si trova introdotto.

Noi desideriamo ora parlare delle carte figurate che formano il mazzo del Gioco dei Tarocchi, composto da 78 pezzi: 21 carte tradizionali, chiamate Trionfi,  numerate da 1 a 21, più una singola, chiamata il Matto, che recano impresse le immagini di figure umane, di animali o mitologiche e 56 carte, divise nei quattro semi tradizionali italiani che sono bastoni, spade, denari e coppe, oppure francesi, cioè cuori, quadri, fiori, picche, dall’asso al dieci, più quattro figure, dette anche Onori o Carte di corte: Re, Regina, Cavaliere e Fante. Il che fa presumere che il gioco dei Tarocchi abbia avuto origine nelle corti rinascimentali per dilettare i signori durante le lunghe e noiose giornate invernali.

In realtà la storia dei Tarocchi risulta assai più complessa e riguarda tutti i paesi del mondo, dal momento che il significato simbolico di ogni singola carte rende i Tarocchi strumenti atti alla divinazione o previsione del futuro, arte presente in ogni cultura di ogni epoca.

Oggi il mazzo dei Tarocchi comprende 22 carte chiamate Arcani Maggiori e 56 carte, dette Arcani Minori.

Interessante l’ipotesi che i Tarocchi abbiano avuto origine dai Naibi, carte da gioco degli Arabi. Suggestiva la storia secondo cui deriverebbero da un gioco divinatorio ideato in India circa 3000 anni fa e costituito da mille carte rotonde, il Desvatara che venne diffuso in Europa da una casta di intoccabili cacciata dall’India, nel X secolo dopo Cristo circa. Durante i secoli successivi gli indiani, seguendo la Via della Seta proseguirono il loro cammino verso Occidente e si divisero in due gruppi: gli Zigani che si stabilirono nell’Europa centrale, e i Gitani che si diffusero nell’Africa del Nord, nel medio Oriente e in Spagna. Sembra che i 56 Arcani Minori derivino direttamente dai tarocchi degli zingari costituiti da: spade, bastoni, denari e coppe.

Proprio a partire dagli arcani minori, nel XVII secolo, vennero ideati molti dei giochi di carte ancora diffusi e praticati come la briscola, il tressette, la scopa, l’asso piglia tutto. E dalla loro versione d’origine francese, con i caratteristici semi di cuori, quadri, fiori e picche, sarebbero nati i mazzi di carte per il giogo del ramino, della scala quaranta, del bridge e del burraco.

carte da giocoIn Occidente l’uso dei Tarocchi nelle arti divinatorie appare in epoca tarda, quando gli alchimisti li legarono alla Cabala, al mondo esoterico da essa rappresentato, alla magia nera e all’occultismo. Gli studi esoterici sono comuni ad ogni popolo in quanto è innato nell’uomo il desiderio di conoscere la Verità sulla propria nascita e su quella del mondo.

Particolare rilevanza per la predizione del futuro della nostra vita, nel campo dell’amore, della salute, del successo e del denaro, assume la disposizione in tavola e la conseguente lettura ed interpretazione dei 22 Arcani Maggiori.

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