Il corteggiamento 3.0

Con gli anni sono tante le cose che cambiano. La tecnologia è in continua evoluzione, ogni mese c’è qualcosa di nuovo da scoprire, nascono nuove interazioni tra gli oggetti, telefonini che permettono di chiudere le finestre o le porte dispositivi che lanciano segnali anche a lunghe distanze, videochiamate sempre più in alta definizione, televisori con precisione di immagine da rasentare la realtà.

Con il cambiare della tecnologia, cambiano anche le relazioni interpersonali. Libri e carte sono già state riempite per analizzare come sono cambiati i rapporti con l’avvento di Whatsapp e Facebook. Messaggi sempre più brevi, a volte anche dialoghi sostituiti da faccine. Non c’è tempo da perdere, neppure nelle relazioni.

La coppia online

nuova dimensione di coppia è online. Abbiamo tutti quella coppia di amici su Facebook con un profilo unico per entrambi. Questo in realtà rischia di creare qualche grattacapo e rendere ancora più complessa l’interazione, quando si vuole contattare uno solo della coppia. Se siete amici uomini magari non taggate il vostro amico in qualche battuta salace da uomini, se siete donne eviterete di postare sul profilo la foto di quel bell’attore americano.

Ma come nasce l’idea del profilo condiviso? Niente di romantico, si tratta di semplice controllo. Lui scrive ad altre? Lei contatta qualcuno che non dovrebbe? Perché non tagliare la testa al toro controllando tutte le interazioni? Attenzione però, perché non basta un profilo di coppia per scongiurare qualsiasi potenziale minaccia. Esistono i doppi profili: c’è chi ha un altro profilo con un altro nome, magari nascondendo un’altra identità. Attenzione quindi, se il vostro partner o la vostra partner vi sembra troppo affidabile, date un’ occhiata al suo cellulare, non potete sapere che cosa nasconde, non lo sapete che le acque chete rovinano i ponti?

I profili di coppia esistono anche su altri social come Instagram anche se lì la dimensione è più individuale, come lo è per esempio su Twitter, dove comunque nella descrizione della bio non è raro trovare dei rimandi ad altri profili, spesso proprio quello del partner.

Prima di arrivarci alla coppia, ci si deve comunque fidanzare. Ormai la prassi del corteggiamento passa da Facebook. Sai conosce una ragazza, ma non si chiede più il numero, bensì il come completo. Si richiede l’amicizia  e poi si esplora il profilo: amici in comune, foto, i mi piace. Inizia quel lento dialogo fatto da mi piace sulle foto e sui link. Poi dopo mesi si chiede il numero. Il corteggiamento si è allungato ed ha perso di charme. Un consiglio: le ragazze apprezzano quelli che ci mettono la faccia, la prossima serate che trascorrerete in un locale magari il bellissimo Art Cafè Roma, fatevi avanti nel vecchio stile.

Il Giardinaggio Un salvavita contro la sedentarietà

Una mela al giorno leva il medico di torno, diciamo da secoli. Eppure, ora questo proverbio può assumere un nuovo significato, grazie ai risultati di una ricerca finlandese che rivelano come anche attività fisiche moderate, come quelle legate al giardinaggio, possono dimezzare il rischio di malattie cardiovascolari nelle persone anziane.

Anche quest’anno le malattie cardiocircolatorie si confermano come la principale causa di morte al mondo, con 17,3 milioni di vittime, che secondo le previsioni diventeranno 23 milioni entro il 2030. questo è l’allarme che arriva dal World Heart Day, la giornata mondiale dedicata al cuore e alla salute cardiovascolare, che ha anche puntato i riflettori sui comportamenti che possono prevenire l’insorgere di queste patologie.

La situazione in Italia. Anche in Italia c’è molta preoccupazione su queste malattie: secondo le statistiche dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss), “le malattie cardiovascolari rappresentano ancora la principale causa di morte, essendo responsabili del 44% di tutti i decessi”; a guidare questa “classifica” è la “cardiopatia ischemica, che è la prima causa di morte in Italia, rendendo conto del 28% di tutte le morti”. Anche chi sopravvive a un attacco cardiaco, inoltre, soffre pesanti conseguenze, perché diventa un malato cronico che necessita di farmaci a vita: “la prevalenza di italiani affetti da invalidità cardiovascolare è pari al 4,4 per mille”, precisa ancora l’Iss.

Allarme sedentarietà. Uno dei principali fattori di rischio è nella sedentarietà: è sempre l’Iss che ha rivelato, con l’Indagine Passi, che in Italia conduce una vita sedentaria il 30 per cento degli uomini e il 34 per cento delle donne, in trend in crescita (nel 2008, ad esempio, la media era del 28 per cento). La Toscana non fa eccezione, visto che si è passati dal 26 per cento del 2008 al 32 per cento dello scorso anno, una quota resa anche peggiore dal fatto che due persone su dieci non hanno la consapevolezza di essere sedentarie.

Rischi raddoppiati per chi è fermo. Secondo una recente indagine, infatti, c’è una stretta correlazione tra quello che in medicina viene definito come sedentary behavior (che è appunto il comportamento sedentario) e l’aumento del rischio di contrarre una malattia cardiovascolare: le persone che restano per più di 4 ore al giorno davanti a un qualsiasi tipo di monitor hanno una probabilità raddoppiata di avere eventi cardiaci rispetto a chi invece ha uno “screen time” inferiore alle due ore. Al contrario, poi, chi si rivela fisicamente attivo presenta una riduzione del rischio di malattia cardiovascolare del 47% rispetto a chi è sedentario.

Occhio alla salute. Questo dipende dai tanti benefici apportati alla salute cardiaca dalle pratiche di attività fisica, che agiscono per favorire la pressione arteriosa, ridurre la concertazione di lipidi nel sangue, facilitare i meccanismi di azione dell’insulina e prevenire le disfunzioni delle pareti dei vasi arteriosi. Dal punto di vista degli esercizi da compiere, poi, non si deve pensare soltanto a corsa, pesi e palestra, perché anzi mettersi in salute è molto più semplice.

Il giardinaggio, un salvavita. Una ulteriore conferma arriva da uno studio finlandese sugli over 65: anche in questo caso, i risultati certificano che chi fa attività fisica riduce della metà i rischi di mortalità cardiovascolare, ma segnalano anche che è sufficiente svolgere attività “leggere” nel tempo libero, come la pesca o, soprattutto, il giardinaggio. Prendersi cura di un piccolo spazio verde, infatti, è considerata una delle azioni “salvavita”, in grado di offrire uno scudo all’organismo e allontanare problemi come malattie coronarica e ictus.

Il “medico” giardiniere. Insomma, anche il detto “una mela al giorno leva il medico di torno” assume così un altro significato, e il giardinaggio diventa un’attività doppiamente benefica. Anche perché, se si seguono i consigli dei “maestri” come Codiferro, punto di riferimento per chi cerca anche sul web un giardiniere in Toscana, la gratificazione che si ottiene dai germogli, dalle piante o dai frutti maturi servirà a incrementare il nostro benessere, anche fisico.

Elvox e Vimar al servizio del design

Il Lago di Garda è una location altamente suggestiva e, pertanto, alcune delle ville più belle e di design sorgono proprio in questa magnifica zona.

Nello specifico, ci troviamo sulla sponda veronese del lago e da qui non può passare inosservata una villa privata con una vista a dir poco mozzafiato. Guardandola si viene immediatamente colpiti dal design della stessa: immense vetrate permettono di intravedere la bellezza degli interni. Dalla zona living della casa, inoltre, si può godere di una vista privilegiata del lago e di tutto ciò che lo circonda.

Una vista splendida, che ben si coniuga con il design all’avanguardia di questa splendida casa, che racchiude in sé tutti i comfort possibili e immaginabili! La villa in questione si sviluppa su tre piani, di cui due sono interrati nella collina, pur avendo una splendida vista sul lago. Si parte dal piano terra, che ha una bellissima mansarda e che è stato pensato per ospitare la famiglia durante le vacanze estive, così come il primo dei due piani interrati. Il secondo piano interrato è una lussuosissima area relax, dotata di un tavolo da biliardo in stile vintage. Non passa inosservato il terrazzo panoramico con affaccio sul lago, il grande patio esterno, il giardino con piscina.

La tecnologia a servizio della bellezza

Gli arredi sono consoni alla casa e, soprattutto, sono il linea con l’ambiente circostante. In tutto questo, quindi, non potevano mancare dei dettagli di eccezione. Quali? Quelli targati Elvox Vimar.

L’abitazione è grande circa 300 mq e, pertanto, il sistema domotico By-me è la soluzione ideale, essendo un device dotato di touch screen, dinamico, di design e, soprattutto, facile da utilizzare. Tutti i comandi della casa sono, inoltre, incorniciati con placche Eikon Evoin in color grigio Next, che ben si sposa con l’arredamento generale. Tutto quello che riguarda la gestione di illuminazione, riscaldamento, apertura e chiusura di tende, finestre, tapparelle ecc, viene controllato e gestito attraverso due video touch screen da 4,3 pollici presenti, uno per ciascun piano.

Ma c’è di più, dato che per assicurare la sicurezza della abitazione, il sistema domotico Vimar è stato affiancato dalla tecnologia Elvox e dal suo sistema di videosorveglianza. In questo modo si può avere il controllo su tutta la casa attraverso delle telecamere ad alta definizione, che registrano le immagini in modo tale da poterle rivedere anche in un secondo momento grazie al DVR, o attraverso l’app By-web di Vimar.

Elvox: prodotti per la sicurezza

Ma non finisce qui, perché i prodotti Elvox per la sicurezza sono tanti altri: citofoni, accessori per il controllo delle zone esterne della propria abitazione e molto altro ancora. Elvox offre una elevatissima qualità a dei costi molto contenuti, in modo tale che tutti possano approfittare di quello che offre. La qualità del brand è comprovata dalle migliaia di clienti che si affidano a queste soluzioni per proteggere la propria casa e per andare ad avere un risultato che non è solo utile, ma anche bello da vedere, dato che si tratta di dispositivi che hanno un bellissimo design, tutto da scoprire.

 

L’avvalimento, una procedura utile ma complessa

Come sempre, le norme tecniche sono quelle che creano maggiori difficoltà di comprensione alle imprese. Ecco perché oggi cercheremo di chiarire cosa sia e come funziona l’avvalimento negli appalti pubblici, sottolineando in particolare quello che cambia nel processo di riforma del settore appena avviato.

Sono trascorsi ormai alcuni mesi dal 20 aprile, giorno in cui in Italia è entrato ufficialmente in vigore il D.Lgs. 50/2016, che contiene le norme del nuovo codice dei contratti e degli appalti pubblici, l’importante primo passo della riforma completa del settore. Insieme agli specialisti di Appaltitalia, il portale che orienta le imprese e gli operatori che investono in gare e bandi della pubblica amministrazione, abbiamo seguito da vicino le fasi di lavorazione di questa “rivoluzione”, che però necessita ancora di qualche chiarimento. In particolare, serve approfondire le tematiche relative a questioni tecniche come l’avvalimento, una delle procedure che può rivelarsi più utili in caso di appalto.

La definizione. È da dieci anni ormai che questo istituto giuridico, che concerne il settore dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, è stato introdotto anche nel sistema italiano, come previsto dalle direttive dell’Unione Europea numero 2004/18 e 2004/17, recepite con il d.lgs. 12 aprile 2006 n. 163 (“Codice dei contratti pubblici”), e in pratica consente a un operatore economico di avvalersi, in sede di gara, dei determinati requisiti di un altro operatore. Nello specifico, erano previste due tipologie di avvalimento: una prima regolata dall’articolo 49, finalizzata a dimostrare, in sede di gara, di possedere requisiti di qualificazione richiesti da una stazione appaltante la partecipazione ad una specifica procedura di affidamento; la seconda, disciplinata dall’articolo 50, serviva invece a dimostrare la stabile disponibilità dei requisiti necessari per conseguire l’attestazione di qualificazione che abilita l’operatore economico alla partecipazione a future procedure di affidamento.

Le novità. È in particolare l’articolo 89 del nuovo decreto che prevede i cambiamenti più sostanziali, a cominciare dalla definizione stessa del contratto di avvalimento: al primo comma, infatti, è specificato che il concorrente deve allegare anche il contratto stipulato, con cui l’impresa ausiliaria si obbliga a fornire i requisiti e a mettere a disposizione le risorse necessarie per tutta la durata dell’appalto. Seguono le parti più innovative, come la possibilità di effettuare un avvalimento interno tra imprese dello stesso raggruppamento temporaneo, seguendo le indicazioni già affermate in materia dalla giurisprudenza. Secondo le nuove regole, dunque, un partecipante può avvalersi delle capacità di altri soggetti per partecipare a una procedura di gara, anche se questi ultimi partecipano al raggruppamento e a prescindere dai loro legami di natura giuridica, in relazione al possesso dei requisiti di carattere economico, finanziario, tecnico e professionale necessari al bando in questione.

Quando non è possibile. Esistono però degli ambiti nei quali non è possibile ricorrere all’ausilio di un’altra impresa: si tratta dei cosiddetti “compiti essenziali“, ovvero specifici ambiti che devono essere siano direttamente svolti dall’offerente. Al momento appare ancora poco chiaro il quadro di definizione di questi compiti, che sembrano essere dipendenti dalla discrezionalità delle singole stazioni appaltanti, a meno di successivi interventi dell’Anac attraverso specifiche linee guida. Per quanto riguarda i requisiti di esperienza (come ad esempio indicazione dei titoli di studio e professionali o esperienze professionali), invece, possono essere oggetto di avvalimento solo se le imprese ausiliari eseguono direttamente i lavori o i servizi per cui sono richiesti quelle capacità.

I casi spinosi. Il nuovo Codice, ovviamente, regola anche le situazioni più critiche, come quelle in cui l’impresa ausiliaria si trovi a perdere i requisiti richiesti per cui ha garantito. Toccherà alla stazione appaltante stessa verificare se i soggetti dell’avvalimento soddisfino i criteri di selezione, o di imporre all’operatore economico una sostituzione, salvo poi ricadere in uno dei motivi di esclusione dalla gara d’appalto disciplinati dall’articolo 80.

 

Bande di Bollinger e RSI: cosa sono e come funzionano?

Il trading online – per essere efficace – necessita di mettere a punto delle strategie. Tra le varie strategie opzioni binarie, per esempio, le bande di Bollinger associate all’ indicatore RSI sono le tecniche più affidabili che consentono investimenti in opzioni binarie con scadenza giornaliera. Le opzioni binarie con scadenze giornaliere consentono profitti compresi tra il 75% e l’85% del capitale investito, quindi è sufficiente investire anche una sola volta al giorno per ottenere dei guadagni. Le bande di Bollinger contribuiscono a realizzare guadagni elevati con un solo investimento giornaliero. A questa strategia se ne possono abbinare altre con lo scopo di differenziare gli investimenti e massimizzare gli introiti.

Le bande di Bollinger e l’oscillatore RSI

All’interno di un grafico complesso, dove compaiono anche le candele giapponesi, le bande di Bollinger si presentano come 3 linee che misurano diversi parametri, detti deviazioni:

  1. La linea centrale indica l’andamento del prezzo su un time frame (spazio temporale) medio (15-20 periodi);
  2. la linea in alto indica il prezzo rispetto alla media centrale e delinea una resistenza all’interno della quale è possibile registrare dei picchi massimi;
  3. la linea in basso indica un supporto entro il quale il prezzo potrà muoversi.candele giapponesi

Le bande di Bollinger sono, così, utilizzate per individuare i livelli di iper-comprato e di iper-venduto dei prezzi: quando il prezzo di un dato prodotto finanziario sottostante tocca la banda superiore significa che il prodotto è entrato in una zona di iper-comprato e che da lì a breve il prezzo potrebbe iniziare a calare; quando, invece il prodotto tocca la banda inferiore, il movimento dei prezzi tendere  invertire la tendenza verso il rialzo.

Alle bande di Bollinger si può aggiungere l’informazione fornita dall’oscillatore RSI che per definizione è utilizzato nelle analisi tecniche come uno degli oscillatori più significativi perché indica il trend dei prezzi in base a parametri stabiliti a priori e riferendosi ad un numero di periodi non definito. Il limite dell’oscillatore RSI è che non deve mai essere utilizzato come unico metodo di analisi, ma deve essere sempre verificato e validato da altri indicatori come appunto le Bande di Bollinger o le Medie Mobili o altri. In sostanza, l’oscillatore RSI serve a confermare le informazioni deducibili dalle bande di Bollinger con l’unica differenza che la sua media mobile oscilla tra due valori.

L’analisi di due indicatori offre un segnale più affidabile nelle scelte strategiche di compravendita e permettono di ottenere guadagni più certi.

Quali sono i sogni più ricorrenti delle donne

Le donne, solitamente sono coloro che più fanno attenzione e che più ricordano i propri sogni, tutti sogniamo ma a seconda dell’entità del sogno e dell’orario in cui questo affiora nella nostra mente, il ricordo rimane più o meno vivido.

Secondo la psicoanalisi, i sogni sono l’espressione latente dell’anima, un’estensione di ciò che siamo o di ciò che vorremmo essere. Per dare un significato ai propri sogni, si può ricorrere ad alcune guide presenti anche sul web, su Sognienumeri, potrete trovare il significato dei sogni più comuni a tutto il genere umano.

Le donne molto spesso, soprattutto durante la crescita sognano di rimanere incinte, questo sogno può indicare il bisogno di un’evoluzione, di una crescita o di uno sviluppo più approfondito di un’idea o di un nuovo progetto di vita, tra cui ci potrebbe essere anche quello di voler realizzare una famiglia.

Alcuni dei sogni ricorrenti nelle donne, sono dedicati all’eros, questi determinati sogni indicano la volontà di scoprire più affondo la propria sessualità, in alcuni casi possono indicare il desiderio di lasciarsi andare di essere sé stesse senza doversi legare ai dogmi voluti dalla società per il suo ruolo.

Un’interpretazione precisa dei sogni, può essere complicata, perché alla base del sogno bisogna legare anche le sensazioni che si hanno mentre si vive il sogno. Ad esempio sognare di tradire il proprio fidanzato, compagno o marito, può significare che in quella fase della vita state tradendo una parte della vostra essenza soffocandola, per paura che possa emergere dal vostro carattere.

Questi sogni sono indicatori dunque delle sfaccettature della propria anima, del proprio carattere e della psiche. Per questo motivo, bisogna cercare di scavare nel profondo di sé, alla ricerca di una soluzione a quella determinata sensazione di disagio o ansia che può scaturire in incubi, che a volte divengono ricorrenti.

Un altro sogno ricorrente in alcune donne, soprattutto durante il passaggio dall’adolescenza alla sfera adulta, può essere sognarsi nudi in pubblico, questa paura della nudità, indica un disagio con il proprio corpo durante il suo cambiamento, o un disagio per una malformazione o per un eccesso di peso, questo dunque indica la perdita di fiducia e autostima in sé stessi.

Il trading online conquista i giovani

Il mondo del trading online è fatto per i giovani. La certezza arriva dalle statistiche, che vedono una crescita del 40% del numero dei traders presenti in Europa negli ultimi tre anni. Le motivazioni per cui esiste la tendenza da parte dei giovani a entrare nel mondo del mercato finanziario e delle Borse sono tante e diverse tra loro. Una di queste potrebbe essere la crisi economica, che costringe i ragazzi a doversi inventare nuovi lavori, un’altra potrebbe essere la sempre maggiore facilità di ingresso nel settore, il quale si sta aprendo sempre più anche ai non esperti.

La crescita del mercato finanziario

La crescita che sta attraversando il mondo del trading online la si può notare già dal numero di trading onlinesocietà di intermediazioni finanziarie che offrono questo tipo di servizio. Secondo la Consob sono 120 quelle che offrono questa tipologia di servizio. In Italia sono poche quelle che hanno la sede fisica, ma esse sfruttano Internet e la banda larga per raggiungere tutta l’Europa e il mondo in generale. Il sito ‘comefaretradingonline.com’ ha indotto una ricerca dalla quale si è evinto come in Italia l’uso del trading online sia cresciuto del 30% e di questi oltre la metà sono giovani under 35. Questi numeri bastano per capire come il settore del mercato finanziario e delle Borse stia diventando sempre più competitivo, e di conseguenza cresce in maniera smisurata anche la richiesta di corsi online aventi come tema principale quello del trading online. Questa crescita è confermata anche dalle importanti partnership che i grossi broker stanno iniziando a procurarsi. Un esempio è quello del gruppo 24option, in grado di entrare nella cerchia degli sponsor della Juventus campione d’Italia di calcio. Una domanda pertinente potrebbe essere: ma perché queste grandi società fanno investimenti cosi importanti? La risposta è semplice, per accrescere ancor di più il loro brand e conquistare la fiducia del maggior numero di investitori. Inoltre, questi gruppi si impegnano molto per formare le persone nell’ambito finanziario, cosi da far capire loro nel miglior modo possibile di cosa tratta il trading online e come poterlo sfruttare per ottenere dei guadagni. analisi mercato

Chiudiamo l’articolo con un’altra domanda, la cui risposta fa capire il motivo del grande successo che sta avendo il mercato finanziario e il trading online in particolare. Come mai tanti giovani si stanno spingendo all’interno di questo sistema? Anche in questo caso la risposta è semplice: il trading online permette quello che era impensabile sino a qualche anno fa, ossia quello di investire piccole somme di denaro, cosi da permettere gli investimenti anche a chi non gode di grossi capitali in famiglia.

Il Museo Porsche festeggia i tre milioni di visitatori

Museo Porsche di notte

Il Museo Porsche, situato nella bella città di Stoccarda, in Germania, ha raggiunto i tre milioni di presenze. Il direttore del Museo Achim Stejskal ha reso felici i tremilionesimi visitatori in modo del tutto adeguato: per un intero fine settimana, una 911 Cabriolet a loro disposizione, un gioiellino Porsche; inutile  raccontare la gioia dei visitatori, Justine e David Boscaglia arrivati per ammirare il museo addirittura dall’Australia, in particolare da Melbourne.

Il Museo Porsche attrae appassionati dalla Germania, dall’Europa e da tutto il mondo.

“Più del 50% dei nostri visitatori proviene da un altro Paese”, ha precisato il direttore Stejskal. Inaugurato solo nel 2009, il museo ha subito fatto registrare un boom di visitatori. A Giugno 2011 è stato festeggiato il primo milione di visitatori, a Dicembre 2013 il secondo.
Nel 2016, il Museo Porsche ha presentato molte novità, con il Porsche touch wall, ossia una parete interattiva che invita il visitatore a porsi domande sulla storia dell’azienda. La parete interattiva è lunga ben dodici metri, ed è divisa in livelli, una per ogni decennio di storia Porsche. Immagini, porschedisegni, poster e pubblicità ogni periodo è rappresentato al meglio per dare un’idea dell’evoluzione del brand.

Altra novità, l’installazione audio interattiva Porsche in the Mix dove ogni visitatore può selezionare il suo modello preferito fra sette modelli di vetture disponibili facendo risuonare il caratteristico rombo. Vera musica per gli appassionati del marchio. E’ possibile anche ascoltare il suono degli indicatori di direzione e la chiusura delle porte.
Il Museo Porsche è aperto dal martedì alla domenica e in tutte le festività nazionali dalle 9:00 alle 18:00.

Torniamo in Italia, con la Targa Florio.

La Porsche ha fatto storia anche nel nostro paese, basta pensare ad una delle più suggestive corse che si sono disputate in Italia, ed in particolare in Sicilia. Ovviamente parliamo della Targa Florio. Il percorso originario era di 148 km, un strada difficile, rischiosa, leggendaria per marchi che hanno contribuito alla sua storia come Porsche, Alfa Romeo, Ferrari e piloti del calibro di Tazio Nuvolari, Stirling Moss, Jackie Icks, Gijs van Lennep. Campioni che hanno vissuto e fatto vivere a tantissimi appassionati la Targa Florio a bordo di esemplari esclusivi e potenti. Ancora oggi si corre la Targa, anche se il percorso è stato ridotto a circa sei chilometri, una passerella per chi di motori se ne intende o si accontenta di bearsi alla vista di queste belve fiere e d’acciaio. Ammirate i nuovi modelli della Porsche Roma e realizzate il vostro sogno.

Un aiuto dalla cannabis contro la Sla

L’uso della cannabis a scopi terapeutici è noto da tempo, oggi, però, gli studiosi hanno aperto un nuovo fronte di ricerca e approfondimento: l’uso di un so derivato per contrastare la Sla, sclerosi laterale amiotrofica.

Lo studio del San Raffaele di Milano

Tra gli studi più recenti c’è quello condotto da Giancarlo Comi dell’Istituto di ricovero e cura e carattere scientifico (Irccs) Ospedale San Raffaele di Milano.

La sperimentazione, condotta su circa 60 pazienti con Sla, ha dimostrato che somministrando un derivato della cannabis ai soggetti selezionati era possibile osservare una riduzione dei dolori muscolari e un miglioramento della spasticità del movimento e della qualità del sonno.

La Sla in Italia, ecco i numeri della malattia

La Sla, in Italia, colpisce circa 72mila persone. Si tratta di una malattia neurologica autoimmune, le cui cause sono ancora oggetto di studio.

Di certo c’è la predisposizione genetica che non sembra essere, però, il fattore determinante. La malattia, infatti, sarebbe innescata da un’infezione virale, o fattori esterni di altro tipo.

Questa patologia colpisce soprattutto le donne, il rapporto uomo/donna – che tra l’altro risulta in crescita – è di circa 2,5 a 1.

Ecco come si manifesta la malattia

I sintomi della Sla, come evidenzia anche l’approfondimento dedicato al tema effettuato dl sito AbilityChannel, sono difficili da identificare in una prima fase. Si tratta di una patologia subdola, che compare in silenzio. Qui di seguito alcuni dei sintomi principali che segnalano la comparsa della patologia: brevi contrazioni muscolari (mioclonie), crampi, rigidità o debolezza muscolare che influiscono sul funzionamento dell’arto colpito; dimagrimento muscolare o atrofia; voce indistinta o tono nasale; prime difficoltà nella pronuncia delle parole, in particolare quelle che contengono la lettera “R”.

Nel 75 per cento dei casi la malattia colpisce inizialmente un solo arto: un braccio o una gamba. A mano a mano che la patologia progredisce si registra un aumento dei muscoli che sono compromessi, come quelli che interessano la deglutizione o la respirazione.

La cannabis a uso terapeutico

In diversi paesi del mondo la cannabis è da tempo utilizzata per scopi terapeutici, in dosi controllate o attraverso il ricorso ad alcune componenti utili per lenire il dolore di alcune gravi malattie. È dal neolitico che questa pianta viene utilizzata con scopi curativi ma ha conosciuto un vero e proprio boom di attenzione nel corso degli anni ’80.

È il periodo del proibizionismo e in questo contesto storico lo psichiatra di Harvard Lester Grinpsoon iniziò a chiedere di portare avanti studi scientifici aggiornati sugli effetti benefici della cannabis su una serie di patologie. È solo nel 2001, però, che si arriva a una sintesi degli studi secondo la quale la cannabis è efficace nel dolore neuropatico e spastico. Un contributo importante, secondo i ricercatori, lo offrirebbe soprattutto per lenire i sintomi della sclerosi multipla, in particolare spasticità, sintomi della vescica, qualità del sonno.

Questa patologia è sempre stata al centro degli studi sugli effetti della cannabis, tanto che studi più recenti (del 2010 pubblicati sull’American Journal of Hospice and Palliative Medicine) hanno evidenziato una capacità curativa della pianta, oltre che palliativa. La ricerca, infatti, evidenzia che “Nonostante la nostra comprensione dei meccanismi molecolari della sclerosi laterale amiotrofica (Sla) sia migliorata non esistono ancora terapie davvero efficaci. In questa malattia si verificano simultaneamente diversi processi fisiologici anormali che richiedono una terapia basata su una molteplicità di farmaci. Incredibilmente la cannabis sembra agire in tutte queste aree.

Questa sostanza ha infatti potenti effetti antiossidanti, anti-infiammatori e neuroprotettivi. Somministrata a topi con Sla, ha provocato un allungamento della vita delle cellule neurali, ha posticipato l’emergere dei sintomi e ha rallentato la degenerazione della malattia”. “Basandosi sull’evidenza scientifica fin qui raccolta – concludono i ricercatori – è ragionevole pensare che la cannabis possa rallentare in modo significativo il progredire della Sla, potenzialmente allungare l’aspettativa di vita dei pazienti e ridurre significativamente i sintomi della malattia”.

 

Calvizie, cosa non si fa per batterla!

Tra le numerose strade percorse dalla scienza per trovare una soluzione alla caduta dei capelli ce ne è una che potrebbe far storcere un po’ il naso a molti. Eppure, dietro l’esperimento condotto nel Regno Unito si cela un’importante rivelazione per tutti gli studiosi impegnati nella ricerca di una risposta concreta a tutte le tipologie di calvizie.

Quando il trapianto non è autogeno

Cosa è accaduto? La particolare sperimentazione ha visto protagonista una coppia di coniugi britannici. Il marito, un biologo dell’Università di Durham, nel nord dell’Inghilterra, ha prelevato delle cellule del proprio cuoio capelluto e le ha impiantate nel braccio della moglie. Risultato? Sul braccio della consorte sono cresciuti dei veri e propri capelli. Altro che ceretta! A questo punto, una volta arrivati al risultato, Jahoda ha trasferito, trapiantato, i nuovi capelli sulla propria testa. Cosa significa? Che per la prima volta un trapianto di capelli non ha visto protagonista nelle vesti di donatore e beneficiario la stessa persona. Si tratta, infatti, di un trapianto effettuato tra un donatore e un ricevente non consanguinei, che non ha avuto rigetto. Una svolta importante per tutti coloro i quali sono preoccupati e angosciati dalla possibilità di perdere i capelli. L’importanza d questo esperimento, in realtà, va ben oltre la calvizie perché dimostra che tessuti estranei non necessariamente comportano rigetto da parte del sistema immunitario ricevente ma possono essere ben accetti dall’organismo. Nel caso in questione, la parte di cuoio capelluto impiantata sul braccio della moglie del biologo ha iniziato a “insegnare” al resto dell’arto a produrre capelli, con la presenza di caratteristiche miste di donatore e ricevente. Si tratta ancora di una sorta di procedura sperimentale, afferente al campo della microchirurgia. Procedure troppo complesse per essere considerate di routine. In più, i capelli prodotti secondo questa procedura sono ancora soggetti a studi finalizzati a evidenziarne la resistenza e le caratteristiche.

Quali strade offre la scienza?

E allora, in attesa del completamento degli studi, cosa resta da fare a chi inizia a perdere i capelli? Le strade sono davvero tante. Una tra le più interessanti riguarda il PRP, il plasma ricco di piastrine. Una strada che viene percorsa anche in settori diversi da quelli della medicina estetica e che ha dimostrato di saper dare risultati importanti. I principali limiti, anzi, li trova proprio nel contrasto alle diverse forme di alopecia. Ma vediamo insieme in cosa consiste il Prp capelli, di cui il sito www.hairclinic.it, vetrina del centro specializzato nella salute, nella cura e nello studio dei capelli, offre un interessante approfondimento.

Plasma Ricco di Piastrine, ecco di cosa si tratta

La metodica PRP (Plasma ricco di piastrine) è parte integrante della medicina rigenerativa, alla base del prezioso Protocollo avanzato che in casa Hair Clinic rappresenta la risposta concreta al problema della calvizie. Offre risultati davvero interessanti ma, come evidenziato anche dagli studiosi del centro, con limiti importanti se non affiancato al Protocollo avanzato che, attraverso il ricorso alle cellule staminali, consente di agire direttamente sui bulbi piliferi che, sottoposti a stimolazione, tornano in attività. Attraverso la tecnica del PRP, invece, vengono prelevati circa 60/120 cc di sangue del paziente interessato e sottoposti a centrifugazione. In questo modo viene isolato il plasma ricco di piastrine e si realizza una sospensione ricca di fattori vascolari di crescita (massimo 16/20 ml) che attraverso delle iniezioni viene introdotta nel cuoio capelluto del soggetto interessato con l’obiettivo di ridare nuova vita ai bulbi predisposti alla calvizie. I principali risultati si sono ottenuti con riferimento ai capelli in fase di miniaturizzazione. Per gli esperti di Hair Clinic, però, si tratta senza dubbio di un buon punto di partenza, errato considerarlo un arrivo perché privo di fattori nanosomici rigenerativi e di attivatori enzimatici capaci di ottenere la massima rigenerazione follicolare in maniera sinergica, bloccando la caduta dei capelli e facendo si che i capelli dai fattori nocivi rinascano.

 

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